Ve l’avevo promesso nel precedente editoriale: ci sarebbe stata una sezione dedicata ai live.
Ovviamente il tempo che ho a disposizione per partecipare alle serate non è tantissimo, ma quei pochi eventi a cui riuscirò ad andare proverò a raccontarveli qui. E questa è la prima.


La serata, diciamolo, non è partita nel migliore dei modi. La posizione per ascoltare e godermi il concerto non era proprio ideale: praticamente dietro un pilastro.
Però, dopo una bella mangiata e una birra, le cose sono decisamente migliorate.
A suonare questa sera all’Abbey Road c’erano gli ZoSo, tribute band dei Led Zeppelin.
Sono stati tutti e quattro davvero molto bravi. Hanno suonato con carattere e personalità, cosa per niente scontata quando scegli di rendere omaggio a una band come i Led Zeppelin. Il rischio, con gruppi di questo livello, è sempre quello di limitarsi all’imitazione; gli ZoSo, invece, sono riusciti a mettere qualcosa di loro nell’esibizione senza perdere lo spirito dei brani originali.
Qualche nota negativa c’è stata, ma credo dipendesse poco dalla band: soprattutto i volumi e l’acustica del locale, che in alcuni momenti non hanno aiutato l’ascolto. Nonostante questo, il gruppo è riuscito a tenere in piedi oltre due ore di spettacolo senza far calare troppo l’attenzione.
Tra i momenti che ho apprezzato di più sicuramente Kashmir, venuta davvero bene. Uno di quei pezzi in cui, se riesci a ricreare almeno una parte dell’atmosfera dell’originale, hai già fatto un gran lavoro.
Alla fine, al netto di qualche problema di ascolto e del mio inseparabile pilastro, è stata una bella serata e soprattutto un buon modo per inaugurare questa nuova sezione di Alternative Caserta.
La prossima volta, magari, cerco di conquistarmi un posto senza ostacoli davanti.
Marcello

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